News

Si tiene dal 21 al 30 agosto 2020 il 26° Film Festival della Lessinia, concorso cinematografico internazionale esclusivamente dedicato a cortometraggi, documentari, lungometraggi e film di animazione sulla vita, la storia e le tradizioni in montagna. Nato nel 1995, su iniziativa del Curatorium Cimbricum Veronense, come rassegna videografica dedicata alle montagne veronesi, il Film Festival ha via via allargato il suo interesse alle montagne di tutto il mondo, escludendo per regolamento le opere dedicate allo sport e all’alpinismo.

Tenutosi 1995 a Bosco Chiesanuova e nel 1996 a Erbezzo, il Film Festival della Lessinia è stato ospitato dal 1997 al 2006 dal paese di Cerro Veronese, dove si è affermato come concorso cinematografico prima nazionale e poi internazionale. Dal 2007 la sede ufficiale del Film Festival della Lessinia è Bosco Chiesanuova.

Le proiezioni si svolgono, nel corso di 9 giornate, tra la penultima e l’ultima settimana di agosto, presso il Teatro Vittoria. Al programma cinematografico fanno da contorno eventi speciali, retrospettive, ospiti internazionali, mostre, incontri, dibattiti, concerti e altre iniziative sul tema della vita, la storia e le tradizioni in montagna.

Dal 1997 il Film Festival della Lessinia è guidato dal direttore artistico Alessandro Anderloni.

Maggiori informazioni all’indirizzo www.ffdl.it

Il Quaderno n. 72 si apre con un ricordo di Angelo Frigo, il nostro Enghele, che ci ha lasciati nello scorso autunno. Appassionato esperto della nostra lingua e della nostra cultura, egli era socio fondatore dell’Istituto di Cultura Cimbra e convinto sostenitore di molte nostre iniziative in diversi settori di attività. In queste pagine egli viene ricordato dal prof. Luca Panieri, autore del nuovo dizionario online della lingua cimbra e nostro prezioso collaboratore. Particolarmente sentito è il saluto di Giovanni Kesich, direttore del Museo trentino delle tradizioni popolari di San Michele, intimo amico di Angelo. Noi ricorderemo il nostro Enghele con duratura amicizia e con sincera gratitudine. Borbaissgot bor alle, libatar khsell.

Pubblichiamo quindi il testo dell’intervento fatto dal Gen. Daniele Zovi, in occasione del premio Mario Rigoni Stern 2019, un intervento profondamente ispirato al mondo e all’opera dello scrittore di Asiago, anche in rapporto al cataclisma che ha colpito l’altopiano nell’autunno 2018 con danni disastrosi in campo naturale, economico e paesaggistico. “È un dolore guardare le ceppaie con le radici rivolte al cielo”. Zovi indica chiaramente come Rigoni Stern resta un punto di riferimento autorevole per ricordare e per andare avanti.

Illuminante risulta l’articolo di Elisabetta Girardi sulla presenza dei tedeschi nei Sette Comuni dal 1400 al 1500, attestata in molti documenti e con tracce rimaste in molti cognomi arrivati fino ai nostri giorni. Significative le storie di preti di origine germanica, le storie di pellicciai, di conciatori, di agricoltori, le storie di paesi durante le guerre tra gli Asburgo e la Repubblica si Venezia. Notizie colte talvolta con qualche difficoltà sul piano linguistico e interpretativo.

Ricco e stimolante il contributo di Luca Trevisan sui rapporti tra Venezia e Impero Asburgico, rapporti tesi e contrastati, legati a confinazioni e a controversie dal 1500 al 1700, con particolare riferimento alla Relazione di Francesco Caldogno Ispettore ai confini per la Repubblica di Venezia. Si tratta della Relazione che il nostro Istituto ha curato con due edizioni molto apprezzate e ricercate, ricche di informazioni storiche e geografiche sulle zone tra Veneto e Trentino, compresa la zona dell’Ortigara “quella regione brulla e sterile a oltre 2000 metri di quota e dalla morfologia così incerta, che sarebbe stata teatro di una delle battaglie più cruente mai combattute in Altopiano nel corso della prima guerra mondiale”.

Segue il contributo di Luigi Menegatti che ricorda il restauro dell’antico Crocifisso nella chiesa parrocchiale di Foza, scolpito secondo una suggestiva leggenda da un ignoto artista del 1500. Il ricordo di questo crocifisso dà modo di rievocare la storia della parrocchia di Foza, dalle origini del 1300 fino alla distruzione della grande guerra e ai giorni nostri. Il riferimento all’artista che ha scolpito nel legno di cirmolo quel crocifisso offre lo spunto per ricordare i rapporti lontani tra la terra di Germania con Foza e l’altipiano, rapporti attestati anche dalla lingua e dalla tradizione cimbra arrivata a Foza fino ai nostri giorni.

Nel Quaderno n. 71 abbiamo potuto pubblicare un contributo essenziale per la tutela e la valorizzazione della lingua cimbra, contributo formulato dal prof. Luca Panieri rivolto alla nuova normalizzazione ortografica del Cimbro in rapporto agli accenti, alle vocali, ai dittonghi, alle consonanti e ai prestiti lessicali.  Il contributo viene qui presentato nella traduzione tedesca fatta con la collaborazione di Remigio Geiser e di Enrico Sartori e potrà essere utilizzato dagli amici e dai ricercatori di lingua tedesca, per continuare studi e pubblicazioni della lingua cimbra, sulla base di una coerente correttezza grammaticale e di una rinnovata consapevolezza storica.

Il Quaderno si conclude con alcune testimonianze di cronaca, di pubblicazioni e di esperienze varie. Tra queste esperienze significativa quella di un giovane di Marostica che presenta il suo rapporto con la tradizione cimbra e con l’importanza del “Marchio” d’area nella organizzazione culturale e turistica. Significativa anche la cronaca delle feste per i 50 anni dell’amicizia tra i Cimbri del Veneto e la Baviera, feste organizzate a Velden (Baviera) dal Curatorium Cimbricum Bavarense, con grande partecipazione di autorità, di associazioni e di amici che hanno ribadito l’importanza di continuare a sostenere la lingua e la cultura cimbra. Anche questo quaderno vuole dimostrare tale volontà e si coglie l’occasione per ringraziare tutti coloro che collaborano in modo attivo e convinto per questo scopo, in particolare ricercatori ed esperti, enti ed associazioni italiane e germaniche, tra cui la nostra Regione Veneto.

Durante i mesi di luglio e agosto, il museo della Tradizione Cimbra di Roana sarà aperto tutti i sabati dalle 14:00 alle 18:00.

Non c’è dubbio che l’Altipiano dei Sette Comuni abbia il primato di testi di toponomastica rispetto a tante altre località grazie a ricerche di studiosi locali.

In ottemperanza alle indicazioni del Governo Italiano per contrastare la diffusione del coronavirus, sono sospese le attività dell’Istituto di Cultura Cimbra che comportano assembramenti di persone. In particolare, sono sospese le lezioni del corso di lingua cimbra di Rotzo e le visite al Museo della Tradizione Cimbra di Roana.

ISTITUTO DI CULTURA CIMBRA
“Agostino Dal Pozzo”

via Romeo Sartori, 20
36010 ROANA (Vicenza)
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

‘Z HAUS DAR ZIMBRISCHEN BIZZEKHOT
“Agustin Prunnar”

Romeo Sartori bèkh, 20
36010 ROBAAN (Viséntz)

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie. Usando il nostro servizio accetti l'impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy. Dopo l'accettazione si consiglia di ricaricare la pagina. Cookie Policy