Poesie

Bar haban galasset dorsbintan soveldar tretta-beghelen,
bar haban galasset dorderran soveldar pròndalen,
bar haban gaòodeghet bisen un bellar:
bar sainan borlòart hortan meeront in dar oode
aàparnten hiin ane vorhòozane lentar.

Badar z unzar voorhòosane lant ist hia,
schùschen disen perghen un diisen khnotten:
hia, bidar untarhàlte von hiirte-dìnost khnotten;
hia, bidar in loach von vòghellen gotten,
hia, zo snappan de tabel von nojen un alte oòanegheschritten,
hia, zo machan gùnsalan milch und huunikh aus disar heerten èerden.

 

Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri,
abbiamo lasciato prosciugare tante sorgenti,
abbiamo lasciato incolti prati e boschi:
siamo perduti sempre più nel deserto,
in un esodo senza terre promesse.

Ma la nostra terra promessa è qui,
tra questi monti e questi sassi:
qui, contro oppressioni di servitù avvilenti,
qui, contro illusori idoli dorati,
qui, per raccogliere le tavole di nuove e antiche alleanze,
qui, per stillare latte e miele da questi duri sassi.


Sergio Bonato

Traduzione in lingua cimbra di Remigius Geiser

(dalla raccolta “Soltanto Parole – Anlòan Bortar”)

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