Lavorazione del legno

Il bosco è stato e resta la risorsa principale dei Sette Comuni, non solo per la produzione del legno, ma anche per i caratteri climatici e ambientali. Qualcuno ha derivato il nome del 'cimbro' dal lavoratore del legno. Il legno ha costituito una materia vitale per il riscaldamento (legna da ardere e produzione di carbone), per la produzione di legname per costruzione e per la produzione di attrezzi. Già lo storico Agostino Dal Pozzo osservava che nel passato 'in Asiago, Gallio e Roana parecchie famiglie si procacciavano il vivere fabbricando secchie, secchioni, mastelli, scatole, doccioni, doghe, scale da mano e altri utensili di cui fanno piccolo traffico'. Era una produzione artigianale che è stata messa in crisi con la produzione industriale nel 1800: infatti sull'Altopiano i diffusi tentativi di trasformare l'artigianato in industria, non hanno avuto un buon esito: in qualche caso hanno trovato sviluppo lungo le strade dell'emigrazione.

Tra i tentativi più interessanti, nel 1800 troviamo quello della produzione di scatole di ogni dimensione e per ogni uso: i fratelli Rigoni Grabar occupavano 20 operai e la ditta di Giovanni Lobbia occupava 33 persone che in sei mesi nel 1884 costruì 1.110.000 scatole. I nostri montanari per questa attività venivano chiamati in pianura 'scatolanti', come i montanari cimbri del Cansiglio venivano chiamati 'scatoleri'. 
Nel 1800 ad Asiago si avviò anche la produzione di giocattoli di legno: per questa produzione la ditta Lobbia si attrezzò delle migliori macchine. E il politico Attilio Brunialti in una conferenza a Firenze ebbe ad esaltare questa produzione di giocattoli, vedendosi il frutto 'del fine impegno italiano e della pazienza alemanna'. Questa produzione riscontrò un notevole successo sulla stampa in occasione della esposizione dei giocattoli di Milano nel 1892, incoraggiando la costituzione di una società per nuove industrie del legno che non ebbe seguito perché fu travolta nella distruzione della prima guerra mondiale.

Alla fine del 1800 una relazione attesta che sull'Altopiano 'vi vengono confezionati mastelli, arcolai, scatole, secchi, botticelle, zoccoli, slite da lavoro, molinelli, bastoni, scope, fassare, scale a pioli e tanti altri lavori in legno, che servono all'uso locale e che vengono esitati nei mercati della pianura. Questa industria, affatto famigliare, viene esercitata particolarmente in Asiago, in Roana e nelle sue frazioni Camporovere e Canove, e in Enego, occupando poco più di un centinaio di persone e danno una produzione media annua di 50 mila lire. Ad Enego, e più particolarmente nella contrada Fossò di Sopra, vi è la fabbrica di rastrelli e a Canove e Camporovere di Roana alcune ditte da circa un trentennio, fabbricano lumini da notte per un valore annuo di 60 mila lire, che sono poi venduti nel Regno ed esitati in Levante'.

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ISTITUTO DI CULTURA CIMBRA
“Agostino Dal Pozzo”

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